Vie Sacre

In viaggio con la Sindone, da Chambery a Torino

Attraversare a passo lento la terra sabauda, dove dal XVI al XVIII secolo si intrecciarono storie di templari, nobili, dignitari, pastori, artisti e uomini di fede…

Camminando sui sentieri che, in poche ore di cammino, collegano le Valli di Lanzo con Bessans (Francia), è possibile ritrovare copiose testimonianze del passaggio della Sindone attraverso le Terre di Margherita: per riscoprire e rivalutare questo affascinante intreccio di storie, si è costituita nel 2013 l’associazione ChaTo, acronimo di Chambery/Torino, allo scopo di ricostruire i Percorsi Sindonici degli anni 1535, 1578 e 1706. Un progetto per ogni percorso…

L’associazione propone pellegrinaggi tra le testimonianze pittoriche delle cappelle sindoniche attraverso la mappatura di sentieri, ripercorrendo la tradizione orale di tre valli vicine in linea d’aria ma separate da valichi e lunghe giornate di cammino, eppure unite da una sola voce e tradizione da oltre 500 anni e da un evento straordinario: il passaggio della Sindone nel XVI secolo nelle Valli di Lanzo (Percorsi Sindonici) e in Savoia (Chemins du Saint Suaire), la trasferta da Torino a Genova nel 1706 e ritorno (il Cammino della Sindone) e la trasferta da Torino a Montevergine dal 1939 al 1945.

Con l’adesione di ChaTo a Cammini d’Europa – e l’inserimento nel circuito delle Vie Sacre – i Percorsi Sindonici si offrono a pellegrini, viandanti e turisti che intendono conoscere le mulattiere, i sentieri ed i percorsi, ma anche gli affreschi, i dipinti e le numerose testimonianze del passaggio della Sindone nel 1535 e nel 1578 nelle valli di Lanzo e nel Ducato di Savoia: un viaggio lento per chi è in vacanza, per chi studia, per chi è curioso o semplicemente affascinato dalla scoperta dei luoghi nella loro più profonda intimità. Chi inizia un cammino e chi vuol viaggiare…. su internet… sulla carta… con la penna in mano o lo zaino sulle spalle… pellegrini di carta o di scarponi… siamo tutti benvenuti!


+INFO: pellegrinaggiodautore.it

Nel 2018, più persone sui percorsi italiani che italiani sul Cammino di Santiago

Associando i risultati di un questionario con i dati forniti dalle associazioni ed enti dediti all’accoglienza dei pellegrini, sembra che il numero di persone che percorrono i cammini in Italia abbia superato per la prima volta quello degli italiani impegnati nel cammino di Santiago.

Nello specifico sono stati 32.338 i camminatori che nel 2018 hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari italiani, con una crescita del 27,2% rispetto al 2017, contro i 27.009 italiani arrivati alla Cattedrale di Santiago. Un dato da valutare bene considerando inoltre che l’81% dei camminatori richiede la credenziale, dunque il numero potrebbe anche essere superiore.

Tra i tanti percorsi del Belpaese, il più gettonato risulta essere la Via Francigena(17.092 credenziali richieste). A seguire i cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), la Via degli Dei (3.800), il Cammino di San Benedetto (2.106), i Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e la Via Romea Germanica (652).

Solo un 25% del campione si è dichiarato mosso da motivi religiosi. La maggior parte dei camminatori italiani lo fa per “fare trekking” (52%), per “stare nella natura” (50%) o per “scoprire il territorio” (46%).

Generalmente si tratta di escursionisti dei periodi caldi, che si cimentano in queste esperienze soprattutto a maggio (19%) e agosto (21%).

Il 51% percorre l’intero cammino in una sola volta, soprattutto in relazione a cammini brevi come la Via degli Dei (90%), la Magna Via Francigena in Sicilia (82%), Italia coast to coast (64%), il Cammino di San Benedetto (51%) e i cammini francescani (43%).

La Francigena è invece percorsa in maniera spezzettata, spesso su anni diversi e solo il 16% ha dichiarato di averla percorsa in una sola stagione. Nella maggior parte dei casi il viaggio dura al massimo due settimane.

Il camminatore italiano è inoltre un tipo sociale, solo uno su tre sceglie la via solitaria mentre predilige il viaggio di coppia o di gruppo.

Il 75% dei camminatori è ben allenato, e si prepara nel tempo libero e nel 75% dei casi acquista una guida cartacea pre-partenza, oltre a partire equipaggiato di nuove calzature (42%), abbigliamento tecnico (39%) e attrezzatura varia come zaino, borraccia o bastoncini (31%). L’11% decide di spostarsi in bici.

Dati molto interessanti riguardano le ricadute sul territorio. Il 45% ha dichiarato di spendere in media dai 30 ai 50 euro al giorno. C’è chi pernotta nei B&B (65,4%), in strutture religiose (57,1%), in agriturismi (28,4%) e in alberghi (23,8%). Il 73% pranza con i panini, il 52% preferisce la cena al ristorante e il 27% sceglie strutture con menu speciali per pellegrini.

Ultima domanda: come si scopre un cammino?

La risposta potrebbe risultare scontata, ovvero tramite i social. E invece non è così. Il passaparola resta il mezzo di comunicazione primario (34%). Internet è al secondo posto (32%), Facebook al terzo (14%). In coda tv, radio e giornali (8%).


I dati provengono da un sondaggio promosso dalla casa editrice Terre di Mezzo, specializzata nella produzione di guide dei cammini italiani e esteri, finalizzato a tracciare l’identikit del camminatore italiano. Un questionario promosso su Facebook cui hanno risposto 2.930 appassionati di cammini, il 74% del quale è risultato avere già percorso più di un cammino anche fuori dall’Italia.

La Via dei Frati: la Sicilia a passo lento…

La via dei Frati è un cammino che si snoda lungo strade provinciali, trazzere, sterrate e sentieri montani per circa 166 km da Caltanissetta a Cefalù, in 8 tappe consigliate. L’idea nasce dal desiderio di percorrere a piedi l’entroterra siciliano, così come per secoli hanno fatto i Frati che si spostavano fin nelle più remote campagne per raccogliere la questua da portare ai loro confratelli, con spirito di umiltà e dividendo quel poco che avevano con le persone più bisognose.

Fino a qualche anno fa, la memoria dei “Monaci di cerca” era viva nei paesi attraversati dalla Via dei Frati, e numerose sono le testimonianze del loro passaggio: dai conventi di Petralia, Gangi, Geraci Siculo, Blufi e Caltanissetta, agli ospizi utilizzati per il periodo estivo come quello presente a Resuttano.

Ma non solo. Tra i Frati ricordiamo insigni scultori, che con le loro opere hanno accresciuto talmente il sentimento religioso che molte di queste sono attualmente venerate e hanno creato un vero e proprio movimento di pellegrinaggio continuo nelle chiese e nei santuari dove si trovano, come il Crocifisso di Castel Belici, opera di Frate Innocenzo da Petralia, ed i crocifissi di Frate Umile a Petralia Soprana ed a Geraci Siculo.

Il percorso si propone inoltre come ideale “Via Micaelica siciliana“, in quanto ha la sua origine a Caltanissetta, luogo del Miracolo dell’Arcangelo, giunge sotto le falde del Monte Alto, in cui da qualche anno è stato collocato un quadro di San Michele di fronte all’abitato di Petralia Sottana, diventato da anni luogo di profonda religiosità e di pellegrinaggio a maggio ed a settembre.

Infine la Via si conclude a Cefalù, protetta dall’attuale Santuario di Gibilmanna, ed in epoca remota sede di una chiesetta eretta dai benedettini dedicata proprio a San Michele, sulla cima di Pizzo Sant’Angelo, poco più in alto dell’attuale convento francescano.

Il Santuario di Gibilmanna è inoltre stato luogo dell’apparizione dell’Arcangelo Michele ai frati francescani che a lui pregavano per le loro necessità.

Le tappe

Caltanissetta – Marianopoli (24,600 km), Marianopoli – Castel Belici – Resuttano (23, 500 km), Resuttano – Madonna dell’Olio (Blufi) – Castellana Sicula – Polizzi Generosa (23,200 km), Polizzi Generosa – Madonna dell’Alto – Petralia Sottana (18,200 km), Petralia Sottana – Petralia Soprana – Gangi (14,800 km), Gangi – Geraci Siculo (13,700 km), Geraci Siculo – Castelbuono (21,600 km) e Castelbuono – Isnello – Gibilmanna – Cefalù (25,6 Km).

La Via dei Frati ha creato nel tempo una rete di contatti che ha attivato realtà locali e associazioni sensibili allo sviluppo del territorio e alla riscoperta del territorio, tramite un turismo lento ed all’accoglienza dei viandanti.

In ogni tappa è infatti possibile trovare luoghi di accoglienza e ospitalità che ben conoscono lo spirito della Via dei Frati.

La Credenziale del Viandante, scaricabile dal sito internet della Via può essere usata come testimonianza del proprio cammino ed essere timbrata in ogni meta raggiunta.

Sempre sul sito internet è possibile anche ottenere le tracce GPS e stampare le mappe del percorso, da utilizzare in alternativa alla segnaletica della Via dei Frati, posta lungo tutto il cammino.

Il periodo di percorrenza consigliato è dalla primavera all’autunno inoltrato. Il consiglio è di organizzarsi in concomitanza delle feste patronali o dei periodi di pellegrinaggi dei singoli santuari e luoghi di culto, per apprezzare lo spirito della Via di conoscenza delle tradizioni di cui sono ricchi i luoghi attraversati dalla Via.


Sul sito web della Via dei Frati è possibile trovare informazioni utili su ospitalità ed altre informazioni utili.

Due vie sacre si aggiungono all’Atlante digitale dei Cammini

Con la Via Matildica del Volto Santo e il Cammino di San Giacomo, i cammini inseriti nel primo Atlante Digitale dedicato diventano 44. Se ti piace camminare, sul portale trovi le prime indicazioni per conoscere una rete di percorsi e itinerari di facile consultazione. Scegli il tuo cammino, prepara il tuo zaino e mettiti in viaggio.

Lo dice anche Luciano Ligabue: “Fatti per correre o per rallentare, c’è anche chi ha deciso di camminare al passo che gli pare”. E quando si intraprende un cammino, il passo deve essere il tuo. Quello che ti permette di apprezzare ciò che ti circonda; quello che ti consente di ascoltarti e di prendere tutto quello che di buono c’è dal camminare. Se anche tu sei un appassionato di cammini forse hai già nella tua personale lista di cose da fare, due nuove vie: la Via Matildica e il Cammino di San Giacomo.

Due cammini che si sono aggiunti da poco all’Atlante digitale dei Cammini d’Italia, il contenitore di itinerari pensato come una rete di mobilità slow, voluto dal Ministro dei beni e delle Attività culturali e del Turismo nel 2016. La prima mappatura ufficiale dei Cammini d’Italia, online sul sito del Ministero, è un work in progress continuo che recepisce le molteplici richieste di adesione da parte delle Regioni.

Oggi l’Atlante descrive ben 44 cammini, ma 116 sono ancora in lista di attesa. Di questi, almeno 72 sembrano non soddisfare gli 11 criteri stabiliti:

  • Percorsi fisici lineari e fruibili
  • Presenza di segnaletica orizzontale e/o verticale per ogni tappa
  • Percorso fruibile in sicurezza
  • Percentuale di strade asfaltate non superiore al 40%
  • Tappe dotate di tutti i servizi di supporto al camminatore
  • Descrizione on line sul Sito di riferimento di ogni tappa
  • Servizi di alloggio e ristorazione entro 5 km dal Cammino
  • Presenza di un ‘organo di governo’ del Cammino
  • Garantire la vigilanza e la manutenzione del percorso
  • Georeferenziazione del percorso
  • Sito del Cammino costantemente aggiornato