Trekking

La costiera amalfitana nel segno dei limoni

“Il sentiero dei Limoni”: una via colorata di giallo, adombrata da migliaia di limoni che – penzolanti da cieli pergolati – rendono profumati i passi da Maiori a Minori, cittadine dal passato glorioso in comune con Amalfi, affacciate su quel blu che riempie cuore e anima d’una bellezza che sa di incanto.

Un itinerario che si è fatto spazio nel tempo, sgomitando e facendosi conoscere con il passaparola e un battage pubblicitario naturale estensione della passione di Michele Ruocco del direttivo della ProLoco di Minori, con la missione di far conoscere questo luogo incredibile, che si presenta dapprima con la bellezza dirompente dei paesaggi e poi con una storia ancor più profonda che è linfa dei giardini “segreti” di chi, come Michele, vive e fa vivere la terra del giallo oro dei limoni.
Saper comunicare il territorio è importante. Saperlo fare è un’arte pittorica, fotografica e cinestetica foriera di emozioni che rapiscono e guidano verso sentieri meno battuti: quelli dell’anima.

Nel profumo dei limoni che invita i sensi sul proscenio della conoscenza, entrare sul sentiero è esperienza suggestiva poiché su quei passi ci si muove, sebbene più leggeri e con dinamiche differenti, come facevano quelle donne, di cui v’è testimonianza su un’iscrizione lungo il percorso, che percorrevano l’incuneata via costiera con la schiena ricurva dal peso delle ceste dei limoni.
E mentre ci s’addentra, rapiti dal mare e dal sole, non ci si può non soffermare sul lavoro di decenni e di fatiche, che ha mutato la costiera creando terrazzamenti. Qui il sudore dell’uomo ha impastato la terra, l’ha resa fertile, i limoni sono il frutto di così tanto ardore che è amore che tutto pervade.
Sul sentiero dei limoni si respira, si cammina un’altra grande storia della nostra bella Italia.


Da un testo di Alex Vigliani (www.itinarrante.com)

Cammini di primavera: da Trento alla Val di Non

Con il progressivo aumento delle temperature, le settimane bianche lasciano spazio al trekking, a cominciare dalla mezza montagna. Tra il capoluogo e le pendici del Brenta, alcune idee “di stagione”.

Dagli sci agli scarponi. Con l’arrivo della primavera iniziano a liberarsi dalla neve i sentieri più bassi delle montagne trentine, da percorrere a passo lento, per scoprire le tracce di antiche storie e spiritualità. Dal capoluogo della Provincia Autonoma, e precisamente dalla Cattedrale di San Vigilio, parte il Sentiero San Vili che unisce Trento a Madonna di Campiglio, la Valle dell’Adige alle Dolomiti di Brenta: un cammino che utilizza  antiche mulattiere e nuove ciclopedonali e che, pur iniziando appena fuori la realtà urbana, offre a chi lo percorre tutto il fascino della montagna  più vera.

É lungo circa cento chilometri, suddivisi  in sei tappe, ciascuna delle quali costituisce già di per sé un’escursione completa e appagante, e  costeggia le Dolomiti di Brenta, alternando carrarecce tra i campi e strade forestali, sentieri su cenge panoramiche a passaggi attraverso vecchi borghi, poco conosciuti e ancora scarsamente frequentati dai turisti. Il sentiero segue  in gran parte l’antica via romana che la tradizione vuole sia stata percorsa nel 400 da Vigilio, vescovo di Trento, e successivamente dalle sue spoglie dopo il martirio in Val Rendena, attraversando i paesi del fondovalle sino a raggiungere Madonna di Campiglio. I più sportivi possono anche cimentarsi nella variante “alta” dell’itinerario, con dislivelli più impegnativi e quindi adatta a camminatori ben allenati.

Da Sanzeno, il cuore religioso della Val di Non, parte il Cammino Jacopeo d’Anaunia, uno dei più affascinanti itinerari spirituali trentini, reso ancora più suggestivo in questo periodo dalla fioritura dei meleti.  Si tratta di un percorso ad anello lungo circa 170 chilometri, che si sviluppa in sette tappe all’interno della Val di Non, toccando i maggiori luoghi sacri della zona, seguendo gli antichi sentieri di pellegrinaggio di fede in Trentino.

Voglia di trekking: l’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi

Sabato 29 settembre alle 20.30, presso la sala Guarnieri a Pedavena, sarà presentato il progetto “Alta Via Dolomiti Bellunesi”: un percorso in quota che, utilizzando sentieri già esistenti, consente di attraversare tutto il Parco Nazionale, da est ad ovest.

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