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Nel 2018, più persone sui percorsi italiani che italiani sul Cammino di Santiago

Associando i risultati di un questionario con i dati forniti dalle associazioni ed enti dediti all’accoglienza dei pellegrini, sembra che il numero di persone che percorrono i cammini in Italia abbia superato per la prima volta quello degli italiani impegnati nel cammino di Santiago.

Nello specifico sono stati 32.338 i camminatori che nel 2018 hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari italiani, con una crescita del 27,2% rispetto al 2017, contro i 27.009 italiani arrivati alla Cattedrale di Santiago. Un dato da valutare bene considerando inoltre che l’81% dei camminatori richiede la credenziale, dunque il numero potrebbe anche essere superiore.

Tra i tanti percorsi del Belpaese, il più gettonato risulta essere la Via Francigena(17.092 credenziali richieste). A seguire i cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), la Via degli Dei (3.800), il Cammino di San Benedetto (2.106), i Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e la Via Romea Germanica (652).

Solo un 25% del campione si è dichiarato mosso da motivi religiosi. La maggior parte dei camminatori italiani lo fa per “fare trekking” (52%), per “stare nella natura” (50%) o per “scoprire il territorio” (46%).

Generalmente si tratta di escursionisti dei periodi caldi, che si cimentano in queste esperienze soprattutto a maggio (19%) e agosto (21%).

Il 51% percorre l’intero cammino in una sola volta, soprattutto in relazione a cammini brevi come la Via degli Dei (90%), la Magna Via Francigena in Sicilia (82%), Italia coast to coast (64%), il Cammino di San Benedetto (51%) e i cammini francescani (43%).

La Francigena è invece percorsa in maniera spezzettata, spesso su anni diversi e solo il 16% ha dichiarato di averla percorsa in una sola stagione. Nella maggior parte dei casi il viaggio dura al massimo due settimane.

Il camminatore italiano è inoltre un tipo sociale, solo uno su tre sceglie la via solitaria mentre predilige il viaggio di coppia o di gruppo.

Il 75% dei camminatori è ben allenato, e si prepara nel tempo libero e nel 75% dei casi acquista una guida cartacea pre-partenza, oltre a partire equipaggiato di nuove calzature (42%), abbigliamento tecnico (39%) e attrezzatura varia come zaino, borraccia o bastoncini (31%). L’11% decide di spostarsi in bici.

Dati molto interessanti riguardano le ricadute sul territorio. Il 45% ha dichiarato di spendere in media dai 30 ai 50 euro al giorno. C’è chi pernotta nei B&B (65,4%), in strutture religiose (57,1%), in agriturismi (28,4%) e in alberghi (23,8%). Il 73% pranza con i panini, il 52% preferisce la cena al ristorante e il 27% sceglie strutture con menu speciali per pellegrini.

Ultima domanda: come si scopre un cammino?

La risposta potrebbe risultare scontata, ovvero tramite i social. E invece non è così. Il passaparola resta il mezzo di comunicazione primario (34%). Internet è al secondo posto (32%), Facebook al terzo (14%). In coda tv, radio e giornali (8%).


I dati provengono da un sondaggio promosso dalla casa editrice Terre di Mezzo, specializzata nella produzione di guide dei cammini italiani e esteri, finalizzato a tracciare l’identikit del camminatore italiano. Un questionario promosso su Facebook cui hanno risposto 2.930 appassionati di cammini, il 74% del quale è risultato avere già percorso più di un cammino anche fuori dall’Italia.

Anche in Abruzzo, i Cammini diventano legge

Camminare a piedi è sfogliare un libro, mentre correre è guardarne soltanto la copertina“. In questa suggestione dello scrittore Franco Cassano, sta l’importanza dell’approvazione in Giunta regionale del Regolamento che renderà operativa la legge regionale 52 del 2017, “Disposizioni per il Riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini abruzzesi“.

La firma è dell’assessore regionale Lorenzo Berardinetti, che intende dare una decisa sferzata al livello qualitativo, alla promozione e alla valorizzazione dei tanti sentieri abruzzesi, bellissimi ma ancora non gestiti in modo professionale, smarrendo così molte delle opportunità di entrare nei circuiti che attraggono camminatori, viaggiatori, viandanti e turisti.

Il Regolamento abruzzese ha come obiettivo di certificare, con precisi requisiti e condizioni minime di una efficace gestione, gli itinerari che potranno entrare in un Atlante abruzzese dei cammini e – in prospettiva – destinatari di finanziamenti, se e quando la legge regionale avrà un budget economico.

Gli enti proponenti, in forma singola o associata, dovranno trasmettere alla struttura regionale una relazione contenente la scheda del cammino e la documentazione foto o video che ne illustrino le specifiche caratteristiche.
A norma di Regolamento, i cammini abruzzesi dovranno essere dotati di segnaletica orizzontale e verticale per tutte le tappe come da protocollo del CAI, la percentuale di strade asfaltate non potrà essere superiore al 40 per cento e dovranno avere almeno tre tappe, ciascuna di una lunghezza che può variare dai 15 ai 35 chilometri.
Lungo il cammino dovranno essere garantiti i servizi utili per il fruitore, con alloggio e ristorazione nelle immediate vicinanze.

Ma non basta: l’Organo di governo del cammino, che può essere un Comune, una Pro Loco o un’Associazione operante nel territorio, oltre a garantire la percorribilità del percorso e relativa manutenzione, dovrà aver cura di georeferenziare l’intero percorso con indicazione di almeno un punto d’acqua per tappa, ove possibile. Il Regolamento individua un supporto per la cartografia e la georeferenziazione omogenei.

Il sito web del Cammino dovrà essere aggiornato periodicamente, in lingua italiana e inglese, minimo una volta al mese o anche più frequentemente nel caso si rendesse necessario segnalare avvenimenti straordinari (ad esempio di natura metereologica).


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