Cammini

Nuove mappe e guide per viaggiare a piedi in Emilia Romagna

L’Emilia Romagna è una terra ricca di testimonianze di fede. Sono racchiuse nella sua cultura e nei luoghi di preghiera da cui si è diffuso quel sentimento religioso di cui sono “lastricate” le strade degli itinerari storico-religiosi che la percorrono.

Per i pellegrini, un tempo, questi percorsi erano fonte di spiritualità e il segno stesso della cultura dell’accoglienza. Oggi sono anche i tesori di una mappa che conduce all’anima del territorio.

Mete di turismo spirituale attorno alle quali ruotano mondi riconducibili all’arte, all’esperienza sostenibile e slow, alla tradizione e alle eccellenze di una regione tutta da scoprire.

Scopri le Vie di Pellegrinaggio e gli antichi cammini dell’Emilia Romagna con una modalità lenta che ti permette di essere in contatto con la natura e scoprire i territori, la loro storia, la cultura, i luoghi di fede e le comunità ospitanti.

Sul sito puoi trovare informazioni e suggerimenti per conoscere gli eventi dedicati, le proposte di visita, i prodotti della Bisaccia del Viandante:

www.camminiemiliaromagna.it

Cammini d’Europa tra i partner di ISNART

La rete di cooperazione internazionale entra a far parte dei partner dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, società “in house” del sistema camerale che realizza studi e pubblicazioni sul turismo.

L’ISNART si adopera, attraverso studi e ricerche, a indagare le problematiche e le tematiche del settore turismo, tenendo presente una serie di obiettivi strategici assunti come finalità prioritarie:

Per il sistema privato

Innalzare la qualità dell’offerta ospitale

Per il sistema pubblico-privato

Lavorare affinché siano garantiti spazi crescenti di integrazione e comunicazione reciproca

Per il sistema globale “Italia”

Cercare di ridurre la disomogeneità, le differenze che tutt’oggi caratterizzano l’offerta turistica italiana, favorendo un crescente processo di integrazione super ed interregionale dei singoli prodotti turistici.

Per il sistema camerale

Creare una rete di collegamento tra le Camere di Commercio per coordinare le azioni e le iniziative relative al turismo. Supportare con informazioni, documentazioni e consulenze specifiche le azioni che una Camera di Commercio vuole intraprendere nel settore del turismo.

Per il mercato europeo

Sin dal 2006, Isnart partecipa attivamente alle iniziative del turismo sostenibile a livello europeo, aderendo alla Rete europea del turismo sostenibile e competitivo – Necstour, come partner ufficiale a progetti europei e frequentando i Forum annuali del turismo europeo.

La collaborazione con Cammini d’Europa

La collaborazione tra Cammini d’Europa e ISNART mira a creare un Osservatorio della mobilità dolce e dei fenomeni che si muovono (lentamente) lungo i Cammini, a iniziare dal censimento delle forme di ospitalità, proseguendo con le analisi dei dati sui flussi e proponendo la Board nazionale degli Itinerari come tavolo di dialogo strutturato permanente, al servizio dei Ministeri, delle Regioni e degli Enti Locali interessati allo sviluppo dei percorsi di mobilità dolce.

Nel 2018, più persone sui percorsi italiani che italiani sul Cammino di Santiago

Associando i risultati di un questionario con i dati forniti dalle associazioni ed enti dediti all’accoglienza dei pellegrini, sembra che il numero di persone che percorrono i cammini in Italia abbia superato per la prima volta quello degli italiani impegnati nel cammino di Santiago.

Nello specifico sono stati 32.338 i camminatori che nel 2018 hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari italiani, con una crescita del 27,2% rispetto al 2017, contro i 27.009 italiani arrivati alla Cattedrale di Santiago. Un dato da valutare bene considerando inoltre che l’81% dei camminatori richiede la credenziale, dunque il numero potrebbe anche essere superiore.

Tra i tanti percorsi del Belpaese, il più gettonato risulta essere la Via Francigena(17.092 credenziali richieste). A seguire i cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), la Via degli Dei (3.800), il Cammino di San Benedetto (2.106), i Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e la Via Romea Germanica (652).

Solo un 25% del campione si è dichiarato mosso da motivi religiosi. La maggior parte dei camminatori italiani lo fa per “fare trekking” (52%), per “stare nella natura” (50%) o per “scoprire il territorio” (46%).

Generalmente si tratta di escursionisti dei periodi caldi, che si cimentano in queste esperienze soprattutto a maggio (19%) e agosto (21%).

Il 51% percorre l’intero cammino in una sola volta, soprattutto in relazione a cammini brevi come la Via degli Dei (90%), la Magna Via Francigena in Sicilia (82%), Italia coast to coast (64%), il Cammino di San Benedetto (51%) e i cammini francescani (43%).

La Francigena è invece percorsa in maniera spezzettata, spesso su anni diversi e solo il 16% ha dichiarato di averla percorsa in una sola stagione. Nella maggior parte dei casi il viaggio dura al massimo due settimane.

Il camminatore italiano è inoltre un tipo sociale, solo uno su tre sceglie la via solitaria mentre predilige il viaggio di coppia o di gruppo.

Il 75% dei camminatori è ben allenato, e si prepara nel tempo libero e nel 75% dei casi acquista una guida cartacea pre-partenza, oltre a partire equipaggiato di nuove calzature (42%), abbigliamento tecnico (39%) e attrezzatura varia come zaino, borraccia o bastoncini (31%). L’11% decide di spostarsi in bici.

Dati molto interessanti riguardano le ricadute sul territorio. Il 45% ha dichiarato di spendere in media dai 30 ai 50 euro al giorno. C’è chi pernotta nei B&B (65,4%), in strutture religiose (57,1%), in agriturismi (28,4%) e in alberghi (23,8%). Il 73% pranza con i panini, il 52% preferisce la cena al ristorante e il 27% sceglie strutture con menu speciali per pellegrini.

Ultima domanda: come si scopre un cammino?

La risposta potrebbe risultare scontata, ovvero tramite i social. E invece non è così. Il passaparola resta il mezzo di comunicazione primario (34%). Internet è al secondo posto (32%), Facebook al terzo (14%). In coda tv, radio e giornali (8%).


I dati provengono da un sondaggio promosso dalla casa editrice Terre di Mezzo, specializzata nella produzione di guide dei cammini italiani e esteri, finalizzato a tracciare l’identikit del camminatore italiano. Un questionario promosso su Facebook cui hanno risposto 2.930 appassionati di cammini, il 74% del quale è risultato avere già percorso più di un cammino anche fuori dall’Italia.

La Via dei Frati: la Sicilia a passo lento…

La via dei Frati è un cammino che si snoda lungo strade provinciali, trazzere, sterrate e sentieri montani per circa 166 km da Caltanissetta a Cefalù, in 8 tappe consigliate. L’idea nasce dal desiderio di percorrere a piedi l’entroterra siciliano, così come per secoli hanno fatto i Frati che si spostavano fin nelle più remote campagne per raccogliere la questua da portare ai loro confratelli, con spirito di umiltà e dividendo quel poco che avevano con le persone più bisognose.

Fino a qualche anno fa, la memoria dei “Monaci di cerca” era viva nei paesi attraversati dalla Via dei Frati, e numerose sono le testimonianze del loro passaggio: dai conventi di Petralia, Gangi, Geraci Siculo, Blufi e Caltanissetta, agli ospizi utilizzati per il periodo estivo come quello presente a Resuttano.

Ma non solo. Tra i Frati ricordiamo insigni scultori, che con le loro opere hanno accresciuto talmente il sentimento religioso che molte di queste sono attualmente venerate e hanno creato un vero e proprio movimento di pellegrinaggio continuo nelle chiese e nei santuari dove si trovano, come il Crocifisso di Castel Belici, opera di Frate Innocenzo da Petralia, ed i crocifissi di Frate Umile a Petralia Soprana ed a Geraci Siculo.

Il percorso si propone inoltre come ideale “Via Micaelica siciliana“, in quanto ha la sua origine a Caltanissetta, luogo del Miracolo dell’Arcangelo, giunge sotto le falde del Monte Alto, in cui da qualche anno è stato collocato un quadro di San Michele di fronte all’abitato di Petralia Sottana, diventato da anni luogo di profonda religiosità e di pellegrinaggio a maggio ed a settembre.

Infine la Via si conclude a Cefalù, protetta dall’attuale Santuario di Gibilmanna, ed in epoca remota sede di una chiesetta eretta dai benedettini dedicata proprio a San Michele, sulla cima di Pizzo Sant’Angelo, poco più in alto dell’attuale convento francescano.

Il Santuario di Gibilmanna è inoltre stato luogo dell’apparizione dell’Arcangelo Michele ai frati francescani che a lui pregavano per le loro necessità.

Le tappe

Caltanissetta – Marianopoli (24,600 km), Marianopoli – Castel Belici – Resuttano (23, 500 km), Resuttano – Madonna dell’Olio (Blufi) – Castellana Sicula – Polizzi Generosa (23,200 km), Polizzi Generosa – Madonna dell’Alto – Petralia Sottana (18,200 km), Petralia Sottana – Petralia Soprana – Gangi (14,800 km), Gangi – Geraci Siculo (13,700 km), Geraci Siculo – Castelbuono (21,600 km) e Castelbuono – Isnello – Gibilmanna – Cefalù (25,6 Km).

La Via dei Frati ha creato nel tempo una rete di contatti che ha attivato realtà locali e associazioni sensibili allo sviluppo del territorio e alla riscoperta del territorio, tramite un turismo lento ed all’accoglienza dei viandanti.

In ogni tappa è infatti possibile trovare luoghi di accoglienza e ospitalità che ben conoscono lo spirito della Via dei Frati.

La Credenziale del Viandante, scaricabile dal sito internet della Via può essere usata come testimonianza del proprio cammino ed essere timbrata in ogni meta raggiunta.

Sempre sul sito internet è possibile anche ottenere le tracce GPS e stampare le mappe del percorso, da utilizzare in alternativa alla segnaletica della Via dei Frati, posta lungo tutto il cammino.

Il periodo di percorrenza consigliato è dalla primavera all’autunno inoltrato. Il consiglio è di organizzarsi in concomitanza delle feste patronali o dei periodi di pellegrinaggi dei singoli santuari e luoghi di culto, per apprezzare lo spirito della Via di conoscenza delle tradizioni di cui sono ricchi i luoghi attraversati dalla Via.


Sul sito web della Via dei Frati è possibile trovare informazioni utili su ospitalità ed altre informazioni utili.

Due vie sacre si aggiungono all’Atlante digitale dei Cammini

Con la Via Matildica del Volto Santo e il Cammino di San Giacomo, i cammini inseriti nel primo Atlante Digitale dedicato diventano 44. Se ti piace camminare, sul portale trovi le prime indicazioni per conoscere una rete di percorsi e itinerari di facile consultazione. Scegli il tuo cammino, prepara il tuo zaino e mettiti in viaggio.

Lo dice anche Luciano Ligabue: “Fatti per correre o per rallentare, c’è anche chi ha deciso di camminare al passo che gli pare”. E quando si intraprende un cammino, il passo deve essere il tuo. Quello che ti permette di apprezzare ciò che ti circonda; quello che ti consente di ascoltarti e di prendere tutto quello che di buono c’è dal camminare. Se anche tu sei un appassionato di cammini forse hai già nella tua personale lista di cose da fare, due nuove vie: la Via Matildica e il Cammino di San Giacomo.

Due cammini che si sono aggiunti da poco all’Atlante digitale dei Cammini d’Italia, il contenitore di itinerari pensato come una rete di mobilità slow, voluto dal Ministro dei beni e delle Attività culturali e del Turismo nel 2016. La prima mappatura ufficiale dei Cammini d’Italia, online sul sito del Ministero, è un work in progress continuo che recepisce le molteplici richieste di adesione da parte delle Regioni.

Oggi l’Atlante descrive ben 44 cammini, ma 116 sono ancora in lista di attesa. Di questi, almeno 72 sembrano non soddisfare gli 11 criteri stabiliti:

  • Percorsi fisici lineari e fruibili
  • Presenza di segnaletica orizzontale e/o verticale per ogni tappa
  • Percorso fruibile in sicurezza
  • Percentuale di strade asfaltate non superiore al 40%
  • Tappe dotate di tutti i servizi di supporto al camminatore
  • Descrizione on line sul Sito di riferimento di ogni tappa
  • Servizi di alloggio e ristorazione entro 5 km dal Cammino
  • Presenza di un ‘organo di governo’ del Cammino
  • Garantire la vigilanza e la manutenzione del percorso
  • Georeferenziazione del percorso
  • Sito del Cammino costantemente aggiornato

Cammini di primavera: da Trento alla Val di Non

Con il progressivo aumento delle temperature, le settimane bianche lasciano spazio al trekking, a cominciare dalla mezza montagna. Tra il capoluogo e le pendici del Brenta, alcune idee “di stagione”.

Dagli sci agli scarponi. Con l’arrivo della primavera iniziano a liberarsi dalla neve i sentieri più bassi delle montagne trentine, da percorrere a passo lento, per scoprire le tracce di antiche storie e spiritualità. Dal capoluogo della Provincia Autonoma, e precisamente dalla Cattedrale di San Vigilio, parte il Sentiero San Vili che unisce Trento a Madonna di Campiglio, la Valle dell’Adige alle Dolomiti di Brenta: un cammino che utilizza  antiche mulattiere e nuove ciclopedonali e che, pur iniziando appena fuori la realtà urbana, offre a chi lo percorre tutto il fascino della montagna  più vera.

É lungo circa cento chilometri, suddivisi  in sei tappe, ciascuna delle quali costituisce già di per sé un’escursione completa e appagante, e  costeggia le Dolomiti di Brenta, alternando carrarecce tra i campi e strade forestali, sentieri su cenge panoramiche a passaggi attraverso vecchi borghi, poco conosciuti e ancora scarsamente frequentati dai turisti. Il sentiero segue  in gran parte l’antica via romana che la tradizione vuole sia stata percorsa nel 400 da Vigilio, vescovo di Trento, e successivamente dalle sue spoglie dopo il martirio in Val Rendena, attraversando i paesi del fondovalle sino a raggiungere Madonna di Campiglio. I più sportivi possono anche cimentarsi nella variante “alta” dell’itinerario, con dislivelli più impegnativi e quindi adatta a camminatori ben allenati.

Da Sanzeno, il cuore religioso della Val di Non, parte il Cammino Jacopeo d’Anaunia, uno dei più affascinanti itinerari spirituali trentini, reso ancora più suggestivo in questo periodo dalla fioritura dei meleti.  Si tratta di un percorso ad anello lungo circa 170 chilometri, che si sviluppa in sette tappe all’interno della Val di Non, toccando i maggiori luoghi sacri della zona, seguendo gli antichi sentieri di pellegrinaggio di fede in Trentino.

Cammini in Umbria: 22.000 camminatori nel 2018 (+10%)

La Statio Peregrinorum evidenzia un aumento nel 2018 del 10% degli arrivi rispetto all’anno precedente, un vero e proprio boom. Nel periodo che va da aprile a maggio sono stati registrati 300 pellegrini nel 2015, 788 nel 2016, 1.164 nel 2017 e 1500 nel 2018. Chi percorre il Cammino di Francesco sono in maggioranza uomini (52,15%) mentre le donne rappresentato il 43,97% del totale. Il 91,54% l’ha percorso a piedi, il 4,23% in bicicletta, lo 0,53% a cavallo, lo 0,05% in sedia a rotelle o handbike.

Sono circa 22.000 le persone che nel 2018 hanno percorso i cammini in Umbria da soli, in gruppo o in compagnia degli amici a quattro zampe. Di questo numero record, circa 15.000 hanno percorso i sentieri francescani verso Assisi. Gli arrivi censiti dalla Statio Peregrinorum del Sacro Convento di Assisi, che raccoglie i dati dei camminatori, sono quasi 4.000 e offrono una chiara fotografia del più ampio fenomeno che sta rinnovando l’immagine dell’Umbria in Italia e nel mondo.

Da anni, le istituzioni civili e religiose della Regione lavorano in stretta sinergia con le associazioni e gli operatori turistici del territorio per promuovere e migliorare i cammini in Umbria. Si lavora sull’esperienza religiosa, spirituale e turistica del pellegrino che decide di attraversare il “Cuore Verde d’Italia” per arrivare ad Assisi, a Loreto o a Roma. Secondo i dati statistici, l’Umbria e Assisi sono le mete preferite in Italia per compiere un pellegrinaggio moderno a piedi, in bicicletta, a cavallo o con handbike.

La maggioranza dei pellegrini che percorrono i cammini in Umbria sono italiani. La Via di Francesco è comunque un’esperienza conosciuta in tutto il mondo. Tra gli stranieri al primo posto ci sono i tedeschi (26,16%), a seguire: i francesi (11,95%), gli Stati Uniti (10,5%), gli austriaci (8,18%), gli olandesi (5,16%), Brasiliani (3,9%) e perfino camminatori provenienti dall’Alaska. Al di là dell’incremento generalizzato rispetto al 2017 si segnala un balzo in avanti degli Stati Uniti, al quarto posto nel 2017 e al terzo posto nel 2018. La Via di Francesco e i cammini dell’Umbria sono sempre più un fenomeno mondiale: pellegrini provenienti dai 5 continenti, 50 nazioni e oltre 1.000 città.

La via di Francesco è percorsa ogni anno da persone di tutte l’età: al primo posto i pellegrini dai 30 ai 60 anni (49,95%) a seguire con il 32,25% gli ultrasessantenni mentre gli under 30 sono il 17%. Il periodo preferito per i camminatori va da aprile ad ottobre, con un picco ad agosto per gli italiani. Gli stranieri si concentrano nei mesi di maggio, giugno e settembre.

Per quanto riguarda le motivazioni che spingono le persone a intraprendere il “viaggio” dei cammini in Umbria, il 57 % non dichiara nulla e il 29% per ragioni religiose/culturali. Il 60% dei camminatori viaggia in gruppo. Il Cammino di Francesco è l’esempio reale e concreto dei valori francescani di fraternità, accoglienza e rispetto dell’ambiente.

Attraverso i cammini si cerca di tornare alle radici della propria esperienza umana che sembra oggi smarrita nel panorama che stiamo vivendo”, ha dichiarato il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti. “Chi è alla ricerca di questo qui ritrova se stesso e una dimensione spirituale alta”.

Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi ha sottolineato che “oggi si cercano non i luoghi del frastuono e del chiasso ma quelli della pace che avvicinano l’uomo all’essenzialità della vita”. Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca ha evidenziato che “oltre ai numeri va riaffermata l’importanza del servizio che si dà per poter far crescere ancora sia l’aspetto turistico che quello religioso. Un servizio nato sulla scorta di quello che avviene a Santiago di Compostela ma con una accoglienza più attenta alle singole persone anche grazie a numeri più piccoli”.

Mons. Giulietti nuovo vescovo di Lucca

Auguri da Cammini d’Europa e da tutto il partenariato di All Routes lead to Rome a don Paolo, il camminatore, nominato da papa Francesco vescovo di Lucca, nel cuore degli itinerari storici di pellegrinaggio che attraversano la Toscana.

Don Paolo viene da Perugia, dove è nato ed è stato fino a pochi giorni fa vescovo ausiliare della Diocesi di Perugia – Città della Pieve, ma nel mondo dei camminatori è noto per l’impegno con la Via di San Francesco e la sua passione per i pellegrinaggi a piedi, con mete che abbracciano l’Europa e il Medio Oriente.

«Il mio viaggio del cuore si chiama pellegrinaggio, ti cambia dentro a patto di lasciarti levigare dalla fatica, dagli incontri, dal tempo che scivola via in maniera diversa, e a patto di non ingoiare voracemente i chilometri in auto, pullman, treno o aereo, ma di macinarli lentamente, uno a uno, a cavallo, in bici o, preferibilmente, a piedi. Torni a casa che non sei più lo stesso». 

Promotore del pellegrinaggio a piedi, è assistente spirituale della Confraternita di San Jacopo di Compostela ed è un grande conoscitore degli itinerari percorsi da milioni di pellegrini ogni anno nel raggiungere le principali mete di spiritualità del continente europeo: ha percorso il Cammino di Santiago una quindicina di volte, ma anche la Via Francigena (che passa proprio per Lucca!), la Via Amerina, la Via Lauretana e il Cammino dell’Arcangelo da Benevento a Monte Sant’Angelo.

E verso i grandi santuari mariani di Lourdes, Fatima, Czestochowa e Loreto, come anche i percorsi verso Gerusalemme e i luoghi sacri di Terra Santa.
Senza certo dimenticare la Via di Francesco, il Consorzio Francesco’s Ways e la pubblicazione di guide per pellegrini.


Nella foto, la sottoscrizione del protocollo di intesa tra Cammini d’Europa e Francesco’s Ways.

Nasce il progetto ”Via Sacra Etrusca’

Nella splendida cornice della città di Volterra è ufficialmente nato il progetto “Via Sacra Etrusca”, con il Comune di Monteriggioni capofila dei comuni di Casole d’Elsa, Colle di Val d’Elsa e Sovicille, oltre Volterra.

Il progetto intende inserirsi nell’ambito dei “cammini storici” valorizzando i territori dei cinque comuni dal punto di vista paesaggistico e culturale con la proposta di trekking ed eventi culturali tramite la promozione di un antico percorso etrusco che costituisca un “pacchetto omogeneo” nell’ottica di un turismo lento.

Il percorso di circa 70 km si snoda attraverso 5 necropoli etrusche, riserve naturali come la Foresta di Berignone, la Montagnola Senese e la Val di Merse, musei archeologici, etnografici e numerose pievi e abbazie medievali.

L’itinerario

L’itinerario è compreso nei territori dei cinque comuni aderenti al progetto: Volterra, Colle di Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Monteriggioni e Sovicille.

Si svolge prevalentemente in ambiente boscato, intervallato da radure e qualche coltivo a vigna o olivo, per lo più su strade forestali, qualche breve tratto asfaltato e poco trafficato, mulattiere selciate e comodi sentieri.

Il percorso consente di osservare e visitare le evidenze archeologiche etrusche della necropoli del Portone, necropoli di Dometaia, necropoli Poggio alla Fame, tumulo di Mucellena e necropoli di Malignano, collegate in modo storico e in modalità escursionistica, ipotizzando di seguire una probabile viabilità etrusca, supportata oltre che dalle evidenze archeologiche anche da vari toponimi molto vicini l’uno all’altro ed assolutamente in riga sulla ipotesi viaria.

LE TAPPE DEL PERCORSO:

  1. Volterra – Mazzolla – Dispenza di Tatti- Casole d’Elsa
  2. Casole d’Elsa – Cavallano – Dometaia – Badia a Coneo
  3. Colle di Val d’Elsa – Scarna – Strove – Abbadia a Isola (Monteriggioni)
  4. Abbadia a Isola – Mucellena – Marmoraia – Pernina
  5. Pernna- Sovicille – Malignano

Cammini e treni storici in Monferrato

Il fattore tempo è il mood del progetto “Piccole Italie”, nato per contrastare il fenomeno ormai di massa del turismo mordi e fuggi nelle città d’arte del Bel Paese.

Trekking, bicicletta, treni storici, passeggiate a cavallo, l’importante è viaggiare con lentezza. Il fattore tempo è il nuovo mood del turismo italiano, per contrastare il fenomeno ormai di massa del turismo mordi e fuggi nelle città d’arte del Bel paese.

La filosofia del turismo lento

Il concetto di turismo lento porta con sé tutta una filosofia e rende bene anche sul piano internazionale, perché tutti hanno capito la differenza tra fast food e slow food. Questo il filo conduttore del progetto Piccole Italie, che intende valorizzare i territori italiani meno conosciuti e rilanciarli in chiave sostenibile con esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità agli itinerari culturali, i cammini, le ciclovie, i viaggi a cavallo.

Dal Romanico alla via  Francigena

Si va dai percorsi dedicati al Romanico Monferrato alle cavalcate Alfieriane, dalla via Francigena a quella del sale, dalla ciclovia Unesco alla Ven.To.

Due le proposte che Sistema Monferrato e La Nuova Provincia vi fanno in quest’ultimo appuntamento del 2018.

Rondò sui binari  del Monferrato

Per domenica 30 dicembre è stato organizzato, da Fondazione FS e da Regione Piemonte, il “Rondò sui binari del Monferrato”, un viaggio tra passato e futuro al ritmo lento del treno storico (un centoporte con locomotiva diesel d’epoca), incantati dalla magia dei luoghi e da un augurio per il nuovo anno dell’artista Antonio Catalano, presente sul treno da Torino ad Asti. Da Asti poi il treno proseguirà per Costigliole, Castagnole Lanze, Canelli, Calamandrana, Nizza Monferrato per poi tornare ad Asti e ripetere il giro due volte. Il biglietto vale l’intera giornata e consente di visitare una o due località, a seconda dell’orario di passaggio del treno.

Costruirsi il proprio percorso

Il calendario degli appuntamenti sul territorio dà a tutti la libertà di costruirsi in autonomia il proprio percorso. Dalla mostra di Chagall ad Asti, alla visita del Castello di Costigliole alla degustazione guidata di 10 diverse Barbera d’Asti docg, dai balli e canti natalizi alla degustazione di Moscato d’Asti dalla Torre del conte Ballada di Saint Robert di Castagnole delle Lanze alle visite delle Cattedrali Sotterranee di Canelli a quella del Castello di Calamandrana, per finire a quella del Campanon, la Torre simbolo della città di Nizza Monferrato. Ovunque la possibilità di fare degustazioni e pranzi in locali selezionati. A Nizza e Canelli i più piccoli potranno divertirsi con le piste di pattinaggio su ghiaccio.
Per prenotazioni e informazioni: www.fondazionefs.it nella sezione “viaggi ed eventi”.

In alternativa al treno storico, si ripropone il percorso che in assoluto ha avuto più successo nel corso del 2018, decine di migliaia le visualizzazioni sul blog di Sistema Monferrato e un pubblico di curiosi e turisti in costante crescita: è il circuito delle Big Bench del Monferrato.

Il circuito delle panchine giganti

Sono le panchine giganti, oltre cinquanta ora tra Langhe e Monferrato, collocate nei luoghi più suggestivi e panoramici delle nostre colline. I nostri consigli? Sono quattro, la prima è la big bench rosso Barbera dell’Azienda Vinicola Cascina Castlet a Costigliole in regione Castelletto: 31 ettari di vigneti, nel cuore delle colline riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
La seconda consigliata in realtà è la prima installata in Monferrato, nel 2017. Da qui puoi vedere un mare di vigneti, i boschi, i borghi e le Alpi. Si chiama “Rosso Grignolino”, la «panchinona» (alta più di due metri e lunga tre e mezzo) si trova in un punto suggestivo di Rosignano Monferrato, in cima ad una collina, nel cuore di una vigna di Grignolino dell’azienda Vicara: il posto perfetto per uno scatto da incorniciare.
L’ultima arrivata è invece quella dedicata al Ruchè e ovviamente si trova a Castagnole Monferrato. Si trova infatti sul cucuzzolo del Bricco Maijoli della Collina Sant’Eufemia (Azienda Ferraris), recentemente premiata come miglior paesaggio vitivinicolo UNESCO. L’installazione è collocata in un punto da cui si gode di un magnifico panorama che spazia su tutto il territorio del Ruchè, con un fantastico scorcio sui castelli di Montemagno e Scurzolengo.

Tutte le panchine giganti sono accessibili sette giorni su sette… giorno e notte!