Cammini d’Europa

Cammini d’Europa tra i partner di ISNART

La rete di cooperazione internazionale entra a far parte dei partner dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, società “in house” del sistema camerale che realizza studi e pubblicazioni sul turismo.

L’ISNART si adopera, attraverso studi e ricerche, a indagare le problematiche e le tematiche del settore turismo, tenendo presente una serie di obiettivi strategici assunti come finalità prioritarie:

Per il sistema privato

Innalzare la qualità dell’offerta ospitale

Per il sistema pubblico-privato

Lavorare affinché siano garantiti spazi crescenti di integrazione e comunicazione reciproca

Per il sistema globale “Italia”

Cercare di ridurre la disomogeneità, le differenze che tutt’oggi caratterizzano l’offerta turistica italiana, favorendo un crescente processo di integrazione super ed interregionale dei singoli prodotti turistici.

Per il sistema camerale

Creare una rete di collegamento tra le Camere di Commercio per coordinare le azioni e le iniziative relative al turismo. Supportare con informazioni, documentazioni e consulenze specifiche le azioni che una Camera di Commercio vuole intraprendere nel settore del turismo.

Per il mercato europeo

Sin dal 2006, Isnart partecipa attivamente alle iniziative del turismo sostenibile a livello europeo, aderendo alla Rete europea del turismo sostenibile e competitivo – Necstour, come partner ufficiale a progetti europei e frequentando i Forum annuali del turismo europeo.

La collaborazione con Cammini d’Europa

La collaborazione tra Cammini d’Europa e ISNART mira a creare un Osservatorio della mobilità dolce e dei fenomeni che si muovono (lentamente) lungo i Cammini, a iniziare dal censimento delle forme di ospitalità, proseguendo con le analisi dei dati sui flussi e proponendo la Board nazionale degli Itinerari come tavolo di dialogo strutturato permanente, al servizio dei Ministeri, delle Regioni e degli Enti Locali interessati allo sviluppo dei percorsi di mobilità dolce.

In viaggio con la Sindone, da Chambery a Torino

Attraversare a passo lento la terra sabauda, dove dal XVI al XVIII secolo si intrecciarono storie di templari, nobili, dignitari, pastori, artisti e uomini di fede…

Camminando sui sentieri che, in poche ore di cammino, collegano le Valli di Lanzo con Bessans (Francia), è possibile ritrovare copiose testimonianze del passaggio della Sindone attraverso le Terre di Margherita: per riscoprire e rivalutare questo affascinante intreccio di storie, si è costituita nel 2013 l’associazione ChaTo, acronimo di Chambery/Torino, allo scopo di ricostruire i Percorsi Sindonici degli anni 1535, 1578 e 1706. Un progetto per ogni percorso…

L’associazione propone pellegrinaggi tra le testimonianze pittoriche delle cappelle sindoniche attraverso la mappatura di sentieri, ripercorrendo la tradizione orale di tre valli vicine in linea d’aria ma separate da valichi e lunghe giornate di cammino, eppure unite da una sola voce e tradizione da oltre 500 anni e da un evento straordinario: il passaggio della Sindone nel XVI secolo nelle Valli di Lanzo (Percorsi Sindonici) e in Savoia (Chemins du Saint Suaire), la trasferta da Torino a Genova nel 1706 e ritorno (il Cammino della Sindone) e la trasferta da Torino a Montevergine dal 1939 al 1945.

Con l’adesione di ChaTo a Cammini d’Europa – e l’inserimento nel circuito delle Vie Sacre – i Percorsi Sindonici si offrono a pellegrini, viandanti e turisti che intendono conoscere le mulattiere, i sentieri ed i percorsi, ma anche gli affreschi, i dipinti e le numerose testimonianze del passaggio della Sindone nel 1535 e nel 1578 nelle valli di Lanzo e nel Ducato di Savoia: un viaggio lento per chi è in vacanza, per chi studia, per chi è curioso o semplicemente affascinato dalla scoperta dei luoghi nella loro più profonda intimità. Chi inizia un cammino e chi vuol viaggiare…. su internet… sulla carta… con la penna in mano o lo zaino sulle spalle… pellegrini di carta o di scarponi… siamo tutti benvenuti!


+INFO: pellegrinaggiodautore.it

Nel 2018, più persone sui percorsi italiani che italiani sul Cammino di Santiago

Associando i risultati di un questionario con i dati forniti dalle associazioni ed enti dediti all’accoglienza dei pellegrini, sembra che il numero di persone che percorrono i cammini in Italia abbia superato per la prima volta quello degli italiani impegnati nel cammino di Santiago.

Nello specifico sono stati 32.338 i camminatori che nel 2018 hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari italiani, con una crescita del 27,2% rispetto al 2017, contro i 27.009 italiani arrivati alla Cattedrale di Santiago. Un dato da valutare bene considerando inoltre che l’81% dei camminatori richiede la credenziale, dunque il numero potrebbe anche essere superiore.

Tra i tanti percorsi del Belpaese, il più gettonato risulta essere la Via Francigena(17.092 credenziali richieste). A seguire i cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352), la Via degli Dei (3.800), il Cammino di San Benedetto (2.106), i Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e la Via Romea Germanica (652).

Solo un 25% del campione si è dichiarato mosso da motivi religiosi. La maggior parte dei camminatori italiani lo fa per “fare trekking” (52%), per “stare nella natura” (50%) o per “scoprire il territorio” (46%).

Generalmente si tratta di escursionisti dei periodi caldi, che si cimentano in queste esperienze soprattutto a maggio (19%) e agosto (21%).

Il 51% percorre l’intero cammino in una sola volta, soprattutto in relazione a cammini brevi come la Via degli Dei (90%), la Magna Via Francigena in Sicilia (82%), Italia coast to coast (64%), il Cammino di San Benedetto (51%) e i cammini francescani (43%).

La Francigena è invece percorsa in maniera spezzettata, spesso su anni diversi e solo il 16% ha dichiarato di averla percorsa in una sola stagione. Nella maggior parte dei casi il viaggio dura al massimo due settimane.

Il camminatore italiano è inoltre un tipo sociale, solo uno su tre sceglie la via solitaria mentre predilige il viaggio di coppia o di gruppo.

Il 75% dei camminatori è ben allenato, e si prepara nel tempo libero e nel 75% dei casi acquista una guida cartacea pre-partenza, oltre a partire equipaggiato di nuove calzature (42%), abbigliamento tecnico (39%) e attrezzatura varia come zaino, borraccia o bastoncini (31%). L’11% decide di spostarsi in bici.

Dati molto interessanti riguardano le ricadute sul territorio. Il 45% ha dichiarato di spendere in media dai 30 ai 50 euro al giorno. C’è chi pernotta nei B&B (65,4%), in strutture religiose (57,1%), in agriturismi (28,4%) e in alberghi (23,8%). Il 73% pranza con i panini, il 52% preferisce la cena al ristorante e il 27% sceglie strutture con menu speciali per pellegrini.

Ultima domanda: come si scopre un cammino?

La risposta potrebbe risultare scontata, ovvero tramite i social. E invece non è così. Il passaparola resta il mezzo di comunicazione primario (34%). Internet è al secondo posto (32%), Facebook al terzo (14%). In coda tv, radio e giornali (8%).


I dati provengono da un sondaggio promosso dalla casa editrice Terre di Mezzo, specializzata nella produzione di guide dei cammini italiani e esteri, finalizzato a tracciare l’identikit del camminatore italiano. Un questionario promosso su Facebook cui hanno risposto 2.930 appassionati di cammini, il 74% del quale è risultato avere già percorso più di un cammino anche fuori dall’Italia.

Con WalkArt, alla scoperta di Carinzia e Friuli Venezia Giulia

Carinzia e Friuli Venezia Giulia abbracciano la tendenza dei viaggi zaino in spalla con il progetto “WalkArt – L’arte del cammino”: otto itinerari nella natura, alla scoperta delle antiche vie di pellegrinaggio tra Italia e Austria.

È stato presentato a Roma il progetto Interreg Italia-Austria “WalkArt – L’arte del cammino”, che coinvolge Friuli Venezia Giulia e Carinzia nella strutturazione, valorizzazione e promozione di una nuova offerta transfrontaliera, sostenibile, slow e alternativa al turismo di massa.

Il progetto si pone l’obiettivo di attirare i turisti amanti dei viaggi a piedi con lo zaino in spalla e offrire loro la possibilità di immergersi nella eclettica biodiversità del Friuli Venezia Giulia e nella natura sfaccettata della vicina Carinzia attraverso la scoperta di otto itinerari tracciati lungo le antiche vie di pellegrinaggio.

I percorsi

Quattro sono i percorsi che si snodano sul territorio italiano del Friuli Venezia Giulia: il Cammino Celeste da Aquileia a Maria Saal, il Cammino delle Pievi in Carnia, la Via del Tagliamento (da Coccau a Latisana, per qui congiungersi con Romea Aquileiense) e la Via Flavia (da Trieste ad Aquileia, per qui congiungersi con Romea Aquileiense).
Tre sono i tracciati che percorrono la regione Carinziana: il Marienpilgerweg, l’Hemmapilgerweg e lo Jakobsweg, mentre un ultimo sentiero è quello che coinvolge entrambi i territori ed è la nuova tratta transfrontaliera sviluppata nell’ambito del progetto.

Scoprire un territorio vivendo e assaporando con lentezza il suo prezioso patrimonio ambientale, culturale, storico e umano è l’emblema del turismo slow, uno degli asset strategici del piano di sviluppo dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia che vede nel posizionamento della destinazione, nella destagionalizzazione e nella delocalizzazione i principali obiettivi. La regione, grazie alla conformazione del territorio, non intaccato da grandi centri urbani e di grande valore naturalistico, e a un patrimonio di tradizioni preservato negli anni, si adatta infatti perfettamente alla sempre più crescente richiesta di un turismo lento, esperienziale o, anche, spirituale.

Il ricco insieme di attività messe in atto per lo sviluppo del progetto coinvolge molteplici settori: la strutturazione dei percorsi attraverso la riqualificazione e la tabellazione, l’allestimento dell’arredo per l’accoglienza dei pellegrini nell’Hospitale di San Tomaso di Majano e St. Oswald, l’organizzazione di eventi come il recente «Festival transfrontaliero dei Cammini» e l’apertura di luoghi d’interesse turistico e religioso come le antiche Pievi in Carnia.
Il piano di comunicazione per la promozione degli otto itinerari ha preso il via con l’apertura del sito web dedicato e prevede ora l’organizzazione di educational per giornalisti e tour operator, campagne social e sui media specializzati nelle offerte di turismo slow e sostenibile. Negli obbiettivi del progetto rientra anche l’organizzazione di formazione specifica per gli operatori turistici e per gli addetti all’accoglienza e la partecipazione a eventi e fiere turistiche.


+INFO: https://www.walk-art.eu

Cammini d’Europa aderisce al Network Europeo per lo Sviluppo Sostenibile (ESDN)

L’adesione è maturata ai tavoli dell’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite, quando si è costituita la piattaforma multilaterale ad alto livello della Commissione europea, incaricata di seguire l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU nel contesto del territorio dell’Unione.

Il varo della piattaforma è in linea con il nuovo approccio che intende mettere in contatto tutti i soggetti interessati allo scopo di sostenere il lavoro della Commissione: rappresentanti del mondo accademico, delle organizzazioni non governative (ONG), delle imprese, della società civile, del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato europeo delle Regioni, ma anche organizzazioni internazionali come la Banca mondiale e la Rete europea per lo sviluppo sostenibile (ESDN), in veste di osservatori.

UN NETWORK ATTIVO IN EUROPA DAL 2002

La storia dell’ESDN risale al 2002, quando gli amministratori pubblici incaricati delle strategie nazionali di sviluppo sostenibile (SD) di diversi Stati membri dell’UE (SM) si sono incontrati per la prima volta per uno scambio di esperienze nei Paesi Bassi. Da allora, le conferenze annuali si sono svolte in tutta Europa.

Con la riunione di Vienna del 2003 , il network informale si è ampliato notevolmente: oltre ai coordinatori delle strategie nazionali di sviluppo sostenibile e ai coordinatori nazionali delle politiche di integrazione ambientale, partecipano esperti della Commissione europea, rappresentanti di vari Consigli nazionali per lo sviluppo sostenibile e dei Consigli consultivi per lo sviluppo (EEAC). Nel 2005 a Windsor (Regno Unito) i delegati hanno inteso rafforzare la rete istituendo un Ufficio di supporto permanente.

Tra le attività dell’Ufficio europeo, la redazione di rapporti trimestrali che forniscono una documentazione approfondita attorno a specifici argomenti di interesse.

SETTIMANA EUROPEA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

La proposta più visibile dell’ESDN è senza dubbio la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile (ESDW), che si ripete annualmente nel mese di maggio e che l’anno scorso ha visto realizzati oltre 4.000 eventi in 30 paesi europei, con iniziative di livello nazionale, regionale e locale, con una partecipazione di oltre 360.000 persone.

CAMMINI D’EUROPA NELL’ESDN

Oltre partecipare alle attività consultive, Cammini d’Europa intende adoperarsi all’interno dell’ESDN per rafforzare maggiormente la definizione delle politiche europee in materia di sviluppo sostenibile, attraverso l’organizzazione di workshop mirati con responsabili politici nazionali sull’Agenda 2030 per l’attuazione degli SDGs dell’Agenda 2030, proseguendo nelle attività di coinvolgimento diretto di un partenariato e di un pubblico sempre più ampio nella collaborazione diretta con le istituzioni dell’UE (Consiglio, Commissione e Parlamento).


Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale ESDN

Vie dell’Arcangelo Michele: un progetto pilota

Per iniziativa della vicepresidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, on. Giorgia Latini, approvato un ordine del giorno alla manovra finanziaria per promuovere i percorsi storici e religiosi connessi alla figura dell’Arcangelo Michele.

Riscoprire il cammino Micaelico, facendo tornare in auge un itinerario culturale “capace di attrarre turisti e visitatori nei nostri splendidi territori e di consolidare tradizioni e identità legate al mondo agricolo”. Questo l’auspicio della vicepresidente della commissione Cultura della Camera, Giorgia Latini, che ha incontrato nelle scorse ore il capo della segreteria tecnica del Mipaaft Luciano Nieto, il responsabile cultura dell’ANCI Vincenzo Santoro e il segretario generale di Cammini d’Europa, Federico Massimo Ceschin.

Insieme – spiega – abbiamo discusso di un progetto pilota che possa riportare i cammini Micaelici tra i percorsi storici e religiosi riconosciuti dall’Europa. E’ in questo modo che riusciremo a valorizzare una via di collegamento tra il santuario di San Michele sul Gargano e i piccoli borghi del centro Italia colpiti dal terremoto, evitando lo spopolamento delle zone già martoriate dal sisma e tornando a guardare con fiducia al futuro”.

L’ORDINE DEL GIORNO

Negli scorsi giorni, nel corso della discussione a Montecitorio sulla manovra finanziaria, è stato presentato un ordine del giorno a firma delle deputate leghiste Cristina Patelli e Giorgia Latini che impegna il Governo “a valutare l’opportunità di destinare una parte del Fondo per gli investimenti territoriali per promuovere l’itinerario del cammino Micaelico, percorso storico-religioso che collega gli antichi percorsi di pellegrinaggio appenninici, situati nell’area del cratere del sisma del 2016, con il santuario di San Michele sul Gargano”.

La promozione degli itinerari culturali e religiosi – si legge – rappresenta uno strumento atto a favorire lo sviluppo e la promozione delle cosiddette aree interne che, già a rischio di desertificazione, sono colpite da gravi calamità naturali. Inoltre facilitano la ripresa e la diffusione delle tradizioni secolari che rappresentano l’identità delle popolazioni e favoriscono conseguentemente lo sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità”.

Il ruolo dei Tratturi e della Transumanza” – ha commentato Federico Massimo Ceschin di Cammini d’Europa – “è fondamentale per comprendere l’evoluzione del culto nelle grotte in tutta Europa, proveniente dall’Oriente, ma anche per immaginare nuovi modelli di promozione del turismo attraverso la mobilità dolce in modalità connesse allo sviluppo rurale e all’agricoltura biologica e di qualità“.
Grandi vie d’erba e storie di pecore e di pastori che possono diventare nuova motivazione di viaggio, alla ricerca degli infiniti motivi di autenticità e di eccellenza nelle aree interne e sugli Appennini“, ha aggiunto.


Tratto dall’agenzia giornalistica specializzata in politiche pubbliche per la cultura e il turismo, AgCult

Presentata in Campidoglio la III edizione di All Routes lead to Rome

Come pensare di attivare nuove forme di sviluppo capaci di generare filiere produttive ed occupazione qualificata a partire dalla Cultura e dalla Bellezza? Nell’anno Europeo del Patrimonio Culturale, il partenariato di soggetti pubblici, privati ed ecclesiastici che sostiene All Routes lead to Rome si amplifica, creando una terza edizione ricca di innovazioni, di esperienze e di sfide.

Il Meeting degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie italiane – che si svolgerà a Roma dal 16 al 25 novembre 2018 con nuovi dibattiti, proposte e opportunità raccolte in un programma mirato a diversificare l’offerta territoriale in funzione dei nuovi flussi di domanda legati ad ambiente, natura, sport e spiritualità emergenti – è stato presentato in Campidoglio dai coordinatori dell’evento e da esponenti istituzionali.

Questa terza edizione del Meeting – ha dichiarato Federico Massimo Ceschin, coordinatore dell’iniziativa – va oltre l’evento sul quale si alza e si abbassa un sipario: 37 eventi in 28 location diverse in 10 giorni testimoniano come ‘All Routes lead to Rome‘ stia diventando una vera e propria piattaforma nazionale per la mobilità dolce, in cui si tirano annualmente le fila delle politiche pubbliche, dei modelli di sviluppo sostenibile e delle tante straordinarie eccellenze che si incontrano quotidianamente lungo gli itinerari culturali, i cammini e le ciclovie del Bel Paese“.

Presenti, alla Sala del Carroccio, Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina e Carola Penna, presidente Commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale, che ha affermato: “Sin dall’inizio il nostro lavoro ha individuato nella “sostenibilità” un elemento strategico di promozione e di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale di Roma Capitale. Il turismo sostenibile è un turismo di qualità, fonte di sviluppo culturale, sociale ed economico, che permette di vivere in modo consapevole un territorio, salvaguardandone le bellezze senza sfruttarle; si configura come un ponte tra popoli e veicolo dei principi universali di tolleranza e rispetto delle differenti realtà sociali e culturali”

Rilevanti, nello specifico, anche le relazioni di Roberto Greco, portavoce nazionale Confederazione Mobilità Dolce sulla valorizzazione del turismo escursionistico e la protezione del patrimonio naturale italiano e di Mario Macàro, responsabile relazioni esterne della Federazione Italiana Escursionismo sul nuovo accordo tra la Rete nazionale dei sentieri con il Club Alpino Italiano.

Antonino La Spina, presidente Unione Nazionale Pro Loco d’Italia UNPLI ha basato il suo intervento sul fondamentale ruolo delle Pro Loco nei territori, con un particolare focus sul complesso e diversificato progetto dei Cammini italiani.

Paolo Giuntarelli, Dirigente dell’Agenzia Regionale del Turismo Lazio, ha rilevato come il Lazio sia tra le regioni che cresce maggiormente tra le destinazioni outdoor.

E infine Simone Bozzato, coordinatore scientifico di All Routes lead to Rome, ha dissertato sulle nuove esperienze di sviluppo dalle linee guida al libro bianco degli itinerari.

La coralità degli interventi ha dimostrato come il Meeting possa oggi legittimamente rappresentare una piattaforma nazionale per la mobilità dolce e il turismo culturale sostenibile, che stimola lo sviluppo attraverso significative relazioni tra le persone, le organizzazioni e le istituzioni. pubbliche e private.
Lo testimoniano gli oltre 100 partner coinvolti, che si propongono di individuare traiettorie condivise per contribuire a realizzare una vera e propria economia della bellezza.


Maggiori informazioni al sito www.routes2rome.it