Il programma degli Itinerari Culturali Europei

Gli Itinerari Culturali Europei sono percorsi riconosciuti dal Consiglio d’Europa come veicolo di comunicazione, di scambio culturale tra le nazioni e le culture europee e come strumento per consolidare l’identità europea: come tali sono considerati patrimonio europeo da salvaguardare. Il progetto, iniziato nel 1987, riconosce itinerari lungo grandi città d’arte, borghi medievali, monasteri e abbazie, che spesso attraversano paesaggi dimenticati: un modo eccellente per riscoprire i territori attraverso le antiche vie percorse dai primi europei.

I più celebri sono:

  • i Cammini di Santiago, itinerari nati a seguito del ritrovamento della tomba di San Giacomo all’inizio del IX secolo in Spagna (il vescovo galiziano Teodomiro e il Re delle Asturie Alfonso scoprirono la tomba dell’Apostolo in un bosco lungo una strada romana. Un secolo dopo arrivò il primo pellegrino europeo conosciuto, Gotescalco, vescovo di Le Puy en Velay).
  • le Vie Francigene, così chiamate perché percorse dai pellegrini nord europei che intendevano raggiungere Roma (la prima testimonianza scritta è il “diario” di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che nel 990 si recò a Roma per ricevere dal papa il palio vescovile, nel quale descrisse ogni tappa del viaggio di ritorno). Dopo aver raggiunto Roma, un grande numero di pellegrini proseguiva verso la Terra Santa e Gerusalemme.

Obiettivi del programma

Gli Itinerari costituiscono una concreta affermazione dei valori fondamentali del Consiglio d’Europa: diritti dell’uomo, democrazia culturale, diversità e identità culturale europea, dialogo, scambio e arricchimento reciproco, al di là delle frontiere e dei secoli.

I principali obiettivi sono:

  • promuovere la consapevolezza di una identità culturale comune e di una cittadinanza europea fondata su un insieme di valori condivisi, che diventano tangibili attorno ad itinerari che ripercorrono la storia delle influenze, degli scambi e dell’evoluzione delle culture in Europa;
  • promuovere il dialogo fra le culture e le religioni attraverso una migliore comprensione della storia europea;
  • tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e naturale inteso come fattore di miglioramento della qualità della vita e fonte di sviluppo sociale, economico e culturale;
  • attribuire al turismo culturale un ruolo di rilievo nell’ambito dello sviluppo sostenibile, anche attraverso la promozione di incontri e lo scambio di buone prassi;

Criteri per il riconoscimento degli Itinerari

La Risoluzione 12/2007 e l’annesso Regolamento stabiliscono un quadro formale di collaborazione tra gli Stati firmatari della convenzione europea: i Paesi possono formulare proposte di creazione di nuovi itinerari che, per essere inseriti nel Programma, devono rispondere a una serie di criteri:

  • essere centrati su un tema rappresentativo dei valori europei e comune a più Paesi;
  • svilupparsi attorno a un percorso storico o, in caso di turismo culturale, crearne uno nuovo;
  • sviluppare progetti di cooperazione multilaterale di lungo termine in alcuni settori prioritari (ricerca scientifica, conservazione e valorizzazione del patrimonio; scambi culturali ed educativi fra i giovani europei; pratica contemporanea della cultura e delle arti; turismo culturale e sviluppo sostenibile);
  • essere gestiti da una o più organizzazioni indipendenti e strutturate in forma di associazione, o federazione di associazioni.

Nel dicembre del 2010 è stato istituito – con Risoluzione 22/2010 – un “Accordo Parziale Allargato” tra Consiglio d’Europa e Commissione Europea, allo scopo di rafforzare il potenziale degli Itinerari in materia di cooperazione culturale, sviluppo territoriale sostenibile e coesione sociale.

Gestione degli Itinerari Culturali Europei

Il Consiglio d’Europa definisce gli orientamenti politici del Programma, adotta i nuovi temi, abilita le Reti e attribuisce il riconoscimento di “Itinerario Culturale Europeo”.

Per ciascun Itinerario, il Consiglio d’Europa riconosce un “reseau porteur” (o “carrier network”, o “rete portante”): tale abilitazione consente ad un un’unica organizzazione di attivare i processi necessari a sviluppare percorsi e tracciati secondo parametri condivisi a tutti i livelli, dal Consiglio d’Europa alle Regioni, passando per i Governi nazionali.

Con il riconoscimento di decine di Itinerari, la loro governance complessa ha suggerito l’istituzione di un centro di coordinamento: l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali.

Istituto Europeo degli Itinerari Culturali

Nasce nel 1998 come Agenzia tecnica del Consiglio d’Europa, con compiti operativi: l’Istituto esamina le richieste di nuovi progetti, monitora le attività e le relazioni tra i partner, diffonde e archivia la documentazione informativa.

Per svolgere tali funzioni, l’Istituto dispone di una sede presso il Centro Culturale dell’Abbazia di Neumünster, a Lussemburgo, dove riceve i comitati promotori, i ricercatori, gli studenti e tutti gli interessati al Programma.

L’Istituto è anche incaricato di partecipare a programmi europei di formazione, di ricerca e di analisi centrati sul turismo culturale tanto per la Commissione Europea, che per i Governi e per i responsabili di progetti pubblici e privati.

 

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