Un codice europeo per le buone prassi in cammino

Sul piano europeo, di grande rilievo l’esperienza degli “European Long Distance Path”: dieci lunghi percorsi pedonali che consentono di attraversare a piedi l’intero continente. Proposti e disegnati dalla “European Ramblers Association”, questi “percorsi europei di lunga distanza” rappresentano la prima rete di sentieri a valicare i confini di una singola nazione ad aver adottato una numerazione condivisa, attraversando Paesi diversi. Primo fu il “Sentiero Blu Nazionale d’Ungheria”, fondato nel 1938, mentre il più recente è l’E12 che segue la costa settentrionale del Mar Mediterraneo. La Rete è costituita da 12 percorsi che coprono oltre 55.000 km.

Dal punto di vista del metodo, i percorsi fanno uso di tracciati nazionali e locali già esistenti, quali ad esempio i sentieri GR (Grande Randonnée), anticipando di un secolo alcuni dei principi che oggi riconosciamo come fondativi (transnazionalità, universalità, gerarchia, ecc.).

Di particolare ispirazione per chi ha interesse nella pianificazione e organizzazione di itinerari e percorsi di mobilità lenta senza improvvisare, le Risoluzioni redatte e adottate dall’Associazione:

  • Come comportarsi in natura: “Il Codice europeo del Cammino” (2002);
  • Perché è importante avere guide del Cammino competenti: “Dichiarazione di Marcoussis” (2005);
  • Come segnalare i sentieri: “Principi generali del Waymarking” (2015);
  • Vivere l’ambiente naturale in Europa: “L’accesso alla natura” (2016).

Su tutti, di grande rilevanza è il “Codice europeo delle buone prassi in cammino”, la cui redazione ha preso atto dell’esistenza di codici diversi in molti Paesi, difficili da rendere armonici ma basati su esperienze e pratiche locali e preziose. Pertanto non è un “codice” stilato per sostituire gli standard esistenti, quanto per offrire una visione complessiva e, in questa funzione, rimane un riferimento assoluto:

  • Il patrimonio comune europeo è caratterizzato da diversità che consideriamo una enorme ricchezza: il nostro obiettivo è quello di scoprire l’Europa al ritmo che viene più naturale per gli esseri umani, ovvero a piedi;
  • Camminare significa cose molto diverse nei diversi Paesi, perché il gesto stesso di camminare è differente in ogni contesto culturale. Desideriamo sapere cosa significa “camminare” nel Paese particolare in cui camminiamo. E vogliamo rispettare questo significato;
  • Vogliamo conoscere e rispettare le regole di accesso differenziate nei Paesi che abbiamo intenzione di attraversare;
  • Vorremmo avvicinare natura e cultura con mente aperta, cercando di imparare, senza pregiudizi;
  • Quando camminiamo, rispettiamo la proprietà altrui, senza disturbare e senza danneggiare. Non lasciamo alle spalle rifiuti;
  • Intendiamo sempre considerare gli animali e la fauna selvatica, evitando di disturbarli nel loro ambiente naturale. Lasciamo fiori e piante là dove crescono;
  • Ognuno ha il diritto di godere della bellezza della natura. Dobbiamo evitare di criticare gli altri escursionisti e gli altri utenti dei sentieri, anche se seguono regole diverse da quelle con cui siamo partiti da casa.

Il riferimento italiano della European Ramblers Association è la Federazione Italiana Escursionismo.

 

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