L’Altante digitale dei Cammini: ingressi, intersezioni, interessi

L’Italia è attraversata da una ragnatela di Cammini che, incrociandosi, danno vita ai POI: punti di Intersezione comunemente chiamati snodi. Veri e propri hub di ingresso al patrimonio culturale del Bel Paese, che si ritrovano anche nell’Atlante digitale dei Cammini.

POI offrono al viaggiatore punti di Ingresso al turismo lento permettendo di muoversi liberamente tra grandi Città d’Arte e centinaia di Borghi attraversati dai Cammini d’Italia: vere e proprie porte di accesso ad una scelta di turismo consapevole e sostenibile, che aprono al viaggiatore uno spaccato di Paese inedito e che, affiancando l’offerta turistica tradizionale, si propongono come alternativa alle consuete mete turistiche.

POI come punti di Interesse: luoghi di prestigio tra borghi italiani, siti Unesco, destinazioni EDEN, capitali della Cultura che rappresentano punti di arrivo dalle grandi porte di accesso costituite da porti, aeroporti e stazioni ferroviarie.

Per facilitare il riconoscimento delle differenti tipologie di POI (Punti di Interesse – Punti di Intersezione – Punti di Ingresso), l’Atlante dei Cammini li indica con colori diversi.

Un marker rosso individua i seguenti Punti di Interesse:

  • località dell’Anno dei Borghi
  • eventi dell’Anno del Cibo
  • capitali italiane della cultura (e candidate tali)
  • Cimiteri Storici Monumentali
  • Città delle Grotte
  • Destinazioni EDEN e Siti UNESCO

Un marker verde individua i Punti di Intersezione con:

  • Cammini d’Italia
  • Vie del Giubileo
  • Binari Senza Tempo
  • Ciclovie Turistiche

Un marker grigio individua i Punti di Ingresso al Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT), a segnare una necessaria intermodalità tra Atlante digitale dei Cammini e Piano Straordinario della Mobilità Turistica (PSMT) promosso dal MIT per disegnare un quadro unitario del sistema della mobilità in Italia, affiancando alla mobilità tradizionale, un modo alternativo e sostenibile di viaggiare, a piedi e in bicicletta.


Realizzare un reticolo di percorsi e itinerari di mobilità dolce tra i luoghi del turismo – quelli affollatissimi e quelli sempre solo potenziali – renderebbe maggiormente accessibile l’intera straordinaria offerta turistica italiana. E porterebbe beneficio all’intero indotto: valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, ne siamo certi, porterebbe beneficio a tutte le produzioni e i servizi che s’incontrano lungo i percorsi, attraversando lentamente i territori.

 

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